MALARIA

 

E' una malattia infettiva provocata da parassiti del genere Plasmodium che vengono trasmessi all'uomo dalla zanzara Anopheles. In particolare:

il Plasmodium vivax provoca la febbre terzana benigna,

il Plasmodium falciparum provoca la febbre quartana maligna,

il Plasmodium malariae provoca la febbre quartana.

(La denominazione "terzana" o "quartana" si riferisce al numero dei giorni nei quali ricorre la febbre).

I parassiti malarici si riproducono in due cicli evolutivi: uno nella zanzara (fase sessuata), uno nell'uomo (fase asessuata). Nella zanzara i parassiti, succhiati con il sangue dell'uomo, evolvono in microgametociti (forme maschili) e macrogametociti (cellule uovo). Questi due elementi si uniscono formando "anfionti", i quali -divenuti "sporozoiti" nell'intestino della zanzara- risalgono nelle ghandole salivari e vengono inoculati all'uomo attraverso la puntura (morso).

Nell'uomo ha luogo la fase asessuata di vita del parassita malarico: gli sporozoiti (della grandezza di 15 micron) invadono i globuli rossi trasformandosi in "trofozoiti" e in "merozoiti". Indi i globuli rossi parassitati si rompono liberando merozoiti, i quali vanno a parassitare altri globuli rossi. Poichè ad ogni ciclo corrisponde un accesso febbrile, insorge una febbre intermittente ogni tre o quattro giorni.

 

SCHEMA DEL CICLO VITALE

del parassita malarico

 

 

Pur essendo pressochè scomparsa nei Paesi occidentali (grazie alle massicce campagne di disinfestazione delle zanzare), la malaria è ancora endemica nelle regioni subtropicali, tropicali ed equatoriali (dove prevale il Plasmodium falciparum).

La caratteristica che accomuna le tre forme di malaria umana è l'accesso febbrile, che esordisce con lunghi brividi di freddo ed elevazione della temperatura sino a 39-40°C; la febbre recede dopo 10-12 ore con intensa sudorazione. La ricomparsa degli accessi varia in rapporto alla natura del parassita responsabile.

La terzana benigna, che ha un periodo di incubazione di 10-12 giorni, mostra acceddi febbrili ogni 48 ore. Ha spontaneamente una durata di un paio di anni, e tende a recidivare con facilità.

La terzana maligna, che ha un periodo di incubazione di 8-12 giorni, presenta accessi febbrili ogni 48 ore, ma la febbre è spesso irregolare e può anche ricomparire ogni giorno. Comporta un'anemia piuttosto intensa, con grave deperimento organico, e se non ben trattata ha esito letale.

La quartana, che ha un periodo di incubazione di 20-30 giorni, mostra accessi febbrili ogni 72 ore (1 accesso febbrile + 2 di non febbre); tende a persistere molto a lungo e a recidivare.

La diagnosi delle singole forme si basa sull'esame dello "striscio" di sangue (una goccia di sangue del paziente distesa sottilmente su di un vetrino), che consente di rilevare e di caratterizzare il parassita.

La terapia della malaria in atto si basa -a seconda della varietà e del giudizio del medico- sulla somministrazione di antimalarici (chinino, clorochina, primachina, amodiachina, meflodina, tetraciclina). La profilassi contempla l'assunzione di clorochina o amodiachina una volta la settimana a partire da una settimana prima dell'arrivo nella zona endemica sino a sei settimane dopo il rientro. Per i Paesi dove il Plasmodium falciparum è noto essere resistente alla clorochina, la profilassi si basa sull'assunzione di meflodina.